Piano a induzione: come funziona?
Un piano a induzione scalda direttamente la pentola tramite un campo elettromagnetico, non la superficie in vetro. Sotto il piano, una bobina genera un campo che induce correnti nel fondo ferromagnetico della pentola, ed è la pentola stessa a riscaldarsi. È un funzionamento molto diverso da quello dei piani a gas, che producono calore per combustione, né con i piani elettrici, che si scaldano tramite resistenze.
Da questo principio derivano le sue caratteristiche del piano a induzione:
- Il calore nasce nel fondo della pentola, non sotto di essa
- La superficie si scalda solo per contatto con la pentola
- La regolazione è rapida: alzi o abbassi la potenza all'istante
- Servono pentole magnetiche: se una calamita aderisce al fondo, vanno bene
Il vantaggio energetico è immediato: il calore si concentra soprattutto sul fondo della pentola, riducendo al minimo le dispersioni di calore che incidono positivamente sulla bolletta della luce.
Quanto consuma un piano a induzione
Il consumo di un piano a induzione non è un valore fisso, ma dipende da:
- potenza impostata
- numero di zone accese
- tempo di cottura
La fase più energivora è l'avvio, quando il piano porta la pentola in temperatura; poi il consumo cala nel mantenimento. In fase di avvio il consumo si attesta tra 2 e 3 kW, valore che aumenta con la temperatura desiderata.
I fattori che possono determinare il consumo sono quattro:
- Potenza impostata: livelli più alti assorbono di più, come ad esempio la funzione boost
- Zone attive: più fuochi accesi, più consumo.
- Durata della cottura
- Temperatura da raggiungere e mantenere
Attenzione a non confondere potenza massima e consumo reale: conta la potenza media durante la cottura. A potenza media una zona può consumare circa 1,2-1,8 kWh per ora, ma il dato reale varia molto con l'uso. Sul piano elettrico, se in casa funzionano insieme altri elettrodomestici energivori può essere necessario aumentare la potenza del contatore fino a 4 o 6 kW; in alternativa esistono modelli con limitatore di potenza che evita sovraccarichi rallentando leggermente le cotture.
Piano cottura a induzione vs piano cottura a gas
A parità di calore utile, l'induzione consuma meno energia del gas perché è molto più efficiente. L'efficienza di un piano a induzione raggiunge circa il 90%, contro il 45-60% di un fornello a gas: per generare 1.000 watt di calore utile la piastra ne assorbe circa 1.100.
I piani cottura a gas, invece, disperdono nell’aria buona parte del calore prodotto attorno alla pentola, riducendo, nella maggior parte dei casi, l’efficienza complessiva del modello.
| Elemento | Induzione | Gas |
| Efficienza | Circa 90% | Circa 40-60% |
| Come scalda | Campo magnetico nel fondo | Fiamma per combustione |
| Velocità | Molto rapida | Più lenta |
| Sicurezza | Niente fiamma, superficie più fredda | Fiamma libera |
| Pentole | Solo ferromagnetiche | Qualsiasi |
| Alimentazione | Elettricità | Metano o GPL |
Il punto spesso frainteso riguarda il costo. Anche se l'elettricità ha un costo unitario più alto, l'efficienza dell'induzione compensa spesso la differenza, perché sprechi molta meno energia. Il confronto corretto, quindi, non è sul prezzo del kWh, ma sull'energia effettivamente necessaria a cucinare la stessa pietanza.
Svantaggi piano cottura induzione
Gli svantaggi principali riguardano le pentole compatibili, la potenza elettrica richiesta e il costo iniziale. Sono limiti gestibili, ma è bene conoscerli prima dell'acquisto per non avere sorprese.
- Pentole dedicate: senza fondo ferromagnetico la pentola non scalda. Devi verificare (o sostituire) il pentolame
- Potenza elettrica: con un contatore da 3 kW il piano va bene se è l'unico apparecchio ad alta potenza acceso; usando più zone insieme ad altri elettrodomestici può servire salire a 4,5-6 kW
- Costo d'acquisto più alto rispetto a un piano a gas
- Dipendenza dalla corrente: senza elettricità non cucini
- Wok tradizionale: il limite è la wok a fondo tondo, per cui servono versioni a fondo piatto
- Portatori di pacemaker: è prudente mantenere una certa distanza dal piano in funzione e seguire le indicazioni del produttore
Un piano a induzione ha consumi ridotti perché, spesso, è efficiente: converte in calore utile gran parte dell'energia assorbita. Il "quanto" reale, però, lo decidi tu, in base a quante zone usi contemporaneamente, a che potenza e per quanto tempo. Per questo, più che inseguire un numero unico, conviene ragionare sulla potenza media e sulla gestione dei carichi elettrici di casa.