Pompa di calore: quanto consuma davvero e da cosa dipende

Come funziona una pompa di calore

Una pompa di calore funziona trasportando il calore da una sorgente esterna all'edificio, tramite un ciclo frigorifero e un compressore alimentato a elettricità: non lo produce bruciando un combustibile, lo trasferisce.

 

Proprio perché trasferisce calore anziché generarlo, restituisce più energia termica di quella elettrica che consuma, con un rendimento apparente superiore al 100%.

 

L'efficienza della pompa di calore si misura con il COP, ossia il rapporto tra calore fornito ed elettricità consumata. Se nelle caldaie il rapporto tra energia immessa e calore ottenuto è al massimo pari a 1, nelle pompe di calore è generalmente superiore a 3.

Da qui derivano anche i benefici ambientali, perché la pompa sfrutta una fonte rinnovabile e riduce le emissioni di PM10 e CO2ci rispetto ai generatori a combustione.

 

I consumi di una pompa di calore

Il consumo di una pompa di calore dipende da tre elementi:

 

  • fabbisogno termico dell'edificio
  • efficienza stagionale, lo SCOP è un indicatore che misura l'efficienza sull'intera stagione ed è il valore giusto per stimare il consumo pompa di calore in un anno
  • condizioni di esercizio.

 

La formula per la stima annua è diretta: consumo elettrico (kWh) = fabbisogno termico annuo (kWh) / SCOP.

 

A questo punto ti potresti chiedere da cosa dipenda il consumo di una pompa di calore: a parità di calore fornito, sono le condizioni d'uso a decidere quanti kWh finiscono in bolletta:

 

FattoreCome incide sul consumo
Isolamento dell'edificioPiù è isolato, meno calore serve
Terminali di emissioneIl pavimento radiante alza il COP
Temperatura di mandataPiù è bassa, più la pompa è efficiente
Clima e temperatura esternaIl freddo intenso abbassa il COP
DimensionamentoUna macchina sovradimensionata lavora peggio
 

Il fabbisogno termico varia moltissimo con l'involucro: indicativamente si va da circa 40 kWh/m² all'anno in un edificio ben isolato fino a 130-200 kWh/m² in una casa datata e senza cappotto. Prima ancora della pompa, è questo numero a determinare quanto spenderai.

 

Allo stesso modo, anche la zona climatica nella quale ci si trova ha un ruolo importante. L'Italia è divisa in sei zone climatiche, dalla A (più calda) alla F (più fredda), definite dal DPR 412/1993 in base ai gradi giorno; la stessa norma fissa il numero massimo di ore di riscaldamento consentite per ciascuna zona.

 

Questo significa due cose:

 

  • nelle zone fredde la pompa lavora più ore e con COP mediamente più bassi, quindi lo SCOP effettivo scende.
  • con terminali a bassa temperatura, in linea di massima lo SCOP tende a collocarsi più in alto nelle zone miti del Sud e più in basso nelle zone alpine del Nord.

 

Per stimare il consumo annuo è possibile applicare una formula: moltiplica la superficie per il fabbisogno per metro quadro, poi dividi per lo SCOP.

 

Esempio: una casa di 120 m² con fabbisogno di 100 kWh/m² richiede circa 12.000 kWh termici l'anno; con uno SCOP di 3,5, il consumo elettrico stimato è di circa 3.430 kWh. Cambiando lo SCOP cambia tutto: con 4,0 scendi a 3.000 kWh, con 3,0 sali a 4.000 kWh, a parità di calore prodotto.

 

Consumo pompa di calore 12 kw

Una pompa di calore da 12 kW termici assorbe indicativamente tra 3 e 4 kW elettrici, a seconda del COP con cui lavora in quel momento. Il consumo pompa di calore 12 kw su base annua si ottiene poi moltiplicando la potenza elettrica media per le ore di funzionamento equivalenti. Ricorda che con "12 kW" si indica quasi sempre la potenza termica resa, non quella elettrica assorbita.

 

Prendiamo un esempio: una pompa da 12 kW che serve un'abitazione con fabbisogno di circa 12.000 kWh termici l'anno. Dividendo per lo SCOP ottieni il consumo elettrico stagionale:

 

SCOPConsumo elettrico annuo stimato
3,0circa 4.000 kWh
3,5circa 3.430 kWh
4,0circa 3.000 kWh
 

Aggiungendo la produzione di acqua calda sanitaria, il consumo cresce di alcune centinaia di kWh l'anno. Sono valori indicativi: il dato reale dipende da isolamento, zona climatica, terminali e taratura dell’impianto; quindi, verifica sempre con il contatore dedicato o l'app della macchina.

 

Per passare dai kWh al costo, moltiplica il consumo stimato per il prezzo dell'energia del tuo contratto. Poiché le tariffe cambiano nel tempo, ragiona sui kWh più che su un importo fisso: è un riferimento più stabile.