Disconoscimento di un contratto per l'energia elettrica: ecco cosa fare

Spesso può capitare che, senza il consenso degli utenti, vengano attivati dei contratti dell’energia elettrica non richiesti da parte delle agenzie che operano per conto dei fornitori della luce. Ma di cosa si tratta? E come fare per annullare un contratto dell’energia elettrica attivato senza consenso? Approfondiamo l’argomento all’interno di questo articolo.

Cosa sono i contratti non richiesti

I contratti non richiesti sono dei contratti che vengono attivati o stipulati senza il consenso dei clienti oppure chiusi a seguito di pratiche commerciali non corrette, come nel caso di:

  • informazioni errate sulle offerte;
  • informazioni non dette;
  • confusione dei marchi con un brand concorrente;
  • pubblicità comparativa illecita.

Si tratta di una diretta conseguenza della liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. Il numero dei fornitori è cresciuto in maniera esponenziale, causando una maggiore concorrenza sul mercato. In particolare, le agenzie di vendita, che lavorano per i fornitori, propongono svariate offerte tariffarie con l’obiettivo di stipulare il maggior numero di nuovi contratti per la fornitura della luce.
Non sempre, però, nel modo corretto: informazioni omesse, contratti intestati a persone decedute, diritto di ripensamento non rispettato, sono solo alcuni dei casi in cui ci si può imbattere.

Come disconoscere un contratto della luce

Il disconoscimento di un contratto dell’energia elettrica attivato senza il consenso avviene per mezzo dell’invio di un reclamo formale per contratto non richiesto da parte del cliente al fornitore con cui è stato stipulato il contratto non desiderato. Nello specifico, la querela deve contenere una copia della documentazione che riporta la data in cui il cliente ha preso conoscenza del contratto non richiesto e deve essere inviata, il prima possibile:

  • entro 40 giorni a partire dalla data di consegna della lettera di conferma;
  • entro 30 giorni, in caso di chiamata di conferma;
  • entro 30 giorni dalla data di scadenza della prima bolletta se non viene inviata la lettera o effettuata la chiamata.

La lettera e la chiamata rappresentano 2 forme di tutela molto importanti per il cliente. In caso di stipula del contratto a distanza o fuori dai locali commerciali, infatti, il fornitore è tenuto a inviare una lettera di conferma o a effettuare una chiamata per convalidare l’adesione in aggiunta al contratto firmato.

Cosa accade in seguito all’invio della richiesta

Entro 40 giorni, il fornitore deve inviare un riscontro e può:

  • accettare il reclamo, avviando la procedura di ripristino;
  • rifiutare il reclamo, avvisando il cliente e lo Sportello per il Consumatore. Quest’ultimo verifica il comportamento corretto del fornitore e valuta se effettuare o meno il ripristino del precedente contratto.

La richiesta di ripristino veloce

Il ripristino veloce è la modalità di richiesta per tornare il prima possibile al vecchio fornitore. Per usufruirne, il cliente deve inviare il reclamo e il fornitore accettarlo, garantendo la possibilità di:

  • riottenere i vantaggi della precedente contratto dell’energia elettrica;
  • attivare la conciliazione all’Autorità per non avviare il ripristino nell’immediato;
  • usufruire di altri mezzi di ricorso amministrativi o giudiziari.