Ottimizzare l'uso dell'asciugatrice
Per ottimizzare l'uso dell'asciugatrice servono tre abitudini: caricarla nel modo giusto, scegliere il programma adatto e far lavorare la macchina in buone condizioni. Sono accorgimenti a costo zero, che incidono direttamente sui kWh consumati a ogni ciclo.
Il primo punto è il carico: un cestello mezzo vuoto consuma quasi quanto uno pieno, mentre uno stipato rallenta l'asciugatura perché l'aria calda circola male. La regola è riempire la macchina fino alla capacità indicata dal produttore, senza schiacciare i capi.
Il secondo è il programma ECO. Dal 2025 è obbligatorio su tutte le nuove asciugatrici domestiche ed è il programma su cui viene calcolato il consumo riportato in etichetta. È più lento degli altri, ma è pensato proprio per ridurre l'energia necessaria per il cotone.
Poi ci sono alcuni gesti semplici che fanno la differenza:
- Dividi i tessuti: cotoni pesanti e capi sintetici leggeri asciugano in tempi diversi. Mescolarli costringe la macchina a lavorare più a lungo per tutto il carico.
- Usa il sensore: i programmi automatici che rilevano l'umidità fermano il ciclo quando i capi sono asciutti, evitando minuti di lavoro inutili.
- Non asciugare troppo: i capi da stirare possono uscire leggermente umidi, con un risparmio di tempo e di energia.
- Fai cicli in sequenza: avviare un carico subito dopo l'altro sfrutta il calore residuo del cestello.
Infine, guarda il tuo contratto luce. Se hai una tariffa multioraria, con prezzi diversi in base alle fasce, programmare l'asciugatrice nelle ore in cui l'energia costa meno è un modo semplice per ridurre la spesa, a parità di consumi.
Quanto consuma un'asciugatrice: consumi medi e costo in bolletta
Un'asciugatrice consuma in media tra 1 e 5 kWh per ciclo: i modelli a pompa di calore restano tra 1 e 2 kWh, quelli tradizionali a resistenza elettrica arrivano a 3-5 kWh. La forbice è ampia perché il consumo dipende soprattutto dalla tecnologia, poi da carico, programma e tipo di tessuti.
Il dato più preciso per il tuo modello è sull'etichetta energetica. Dal 1° luglio 2025 le asciugatrici in vendita espongono la nuova etichetta europea, con classi da A a G e consumo indicato in kWh per 100 cicli del programma ECO. Per sapere quanto consuma un singolo ciclo basta dividere quel valore per 100: un'asciugatrice che riporta 128 kWh/100 cicli consuma circa 1,3 kWh a ciclo ECO.
Se la tua asciugatrice ha qualche anno, troverai invece la vecchia etichetta, con classi da A+++ a D e consumo espresso in kWh all'anno, calcolato su 160 cicli. In questo caso, dividi il valore annuo per 160. Attenzione: le due scale non sono confrontabili, e un modello A+++ con la vecchia etichetta può ricadere in classe E con la nuova senza consumare di più .
Il prezzo da usare è quello effettivo della tua bolletta, comprensivo di oneri e imposte, che cambia nel tempo e da un contratto all'altro. Nella tabella qui sotto, solo per rendere l'esempio concreto, ipotizziamo un prezzo di 0,30 €/kWh e 160 cicli l'anno.
| Tecnologia | Consumo per ciclo | Costo per ciclo (a 0,30 €/kWh) | Costo annuo (160 cicli) |
| Pompa di calore | 1,5 kWh | 0,45 € | 72 € |
| Resistenza elettrica | 4 kWh | 1,20 € | 192 € |
Con gli stessi cicli, quindi, una macchina a resistenza può costare in un anno più del doppio di una a pompa di calore. Ricorda però che i valori in etichetta sono misurati in laboratorio: nell'uso reale il consumo cambia in base a quante volte usi la macchina e al programma che scegli.
Quanto consuma un'asciugatrice in base alla tipologia
In base alla tipologia, l'asciugatrice che consuma meno è quella a pompa di calore; i modelli ventilati e a condensazione con resistenza elettrica consumano molto di più, mentre quelli a gas spostano gran parte del consumo dalla bolletta della luce a quella del gas. La differenza nasce da come viene prodotto il calore e da dove finisce l'umidità tolta ai panni.
L'ENEA divide le asciugatrici in due grandi famiglie: elettriche, in cui il calore arriva da una resistenza o da una pompa di calore, e a gas, in cui è prodotto da un bruciatore (ENEA). Tra le elettriche, poi, cambia la gestione del vapore: viene espulso all'esterno con un tubo oppure condensato in una vaschetta.
| Tipologia | Come produce il calore | Dove va l'umidità | Consumo |
| A gas | Bruciatore a gas, con motore elettrico | Espulsa all'esterno con i fumi | Gas per il calore, poca elettricità |
| Ventilata (a evacuazione) | Resistenza elettrica | Espulsa all'esterno con un tubo | Alto |
| A condensazione | Resistenza elettrica | Raccolta in una vaschetta o scaricata | Alto |
| A pompa di calore | Circuito a pompa di calore che recupera il calore | Raccolta in una vaschetta o scaricata | Basso |
C'è un elemento normativo da conoscere prima di scegliere. Con il Regolamento UE 2023/2533 sulla progettazione ecocompatibile, la Commissione europea ha stabilito che nei prossimi anni potranno restare sul mercato solo le asciugatrici più efficienti. In pratica, il limite di efficienza introdotto dal 1° luglio 2025 spinge fuori dal mercato i nuovi modelli senza pompa di calore, già oggi quasi assenti in Italia.
Il risultato è che, se compri oggi un'asciugatrice nuova, con ogni probabilità sarà a pompa di calore. Le altre tipologie restano però nelle case di molti italiani, ed è utile sapere quanto pesano in bolletta per capire quando conviene sostituirle.
Quanto consuma un'asciugatrice a gas
Un'asciugatrice a gas consuma soprattutto gas, non elettricità: il calore per asciugare i panni arriva da un bruciatore, mentre la corrente serve solo a far girare il cestello, i ventilatori e l'elettronica. Il peso sulla bolletta della luce è quindi ridotto, ma va aggiunto il costo del gas consumato a ogni ciclo.
In Italia è una soluzione rara: come spiega l'ENEA, queste macchine devono essere installate in locali dedicati, idonei all'uso del gas e dotati di un condotto per lo scarico dei fumi. Un vincolo che le rende poco adatte alla maggior parte degli appartamenti.
Anche le asciugatrici a gas hanno la loro etichetta energetica: il Regolamento delegato UE 2023/2534 si applica sia ai modelli alimentati dalla rete elettrica sia a quelli a gas. Per capire quanto consuma un modello specifico, quindi, il riferimento resta l'etichetta, che indica il consumo energetico per 100 cicli.
Conviene rispetto a un modello elettrico? Dipende da due fattori:
- Il prezzo relativo di gas ed elettricità nel tuo contratto: il vantaggio esiste solo se il calore prodotto dal gas ti costa meno di quello prodotto con la corrente.
- Il termine di paragone: rispetto a una vecchia asciugatrice a resistenza il confronto può essere favorevole, mentre una moderna pompa di calore usa l'elettricità in modo molto più efficiente e riduce il margine.
Se stai pensando a un'asciugatrice a gas, fai valutare l'installazione a un tecnico abilitato: oltre ai costi, contano i requisiti di sicurezza del locale e lo scarico dei fumi.
Quanto consuma un'asciugatrice ventilata
Un'asciugatrice ventilata è tra le più energivore in assoluto: scalda l'aria con una resistenza elettrica e, invece di recuperarla, la espelle all'esterno insieme all'umidità. Per questo i suoi consumi si collocano nella fascia alta delle asciugatrici tradizionali a resistenza, tra 3 e 5 kWh per ciclo.
Chiamata anche a evacuazione, funziona in modo semplice: l'aria calda attraversa i panni, si carica di vapore e viene scaricata fuori casa tramite un tubo. Tutto il calore prodotto per ogni ciclo, quindi, va disperso.
Per avere un riferimento più preciso, l'ENEA riporta i consumi annui dei modelli ventilati da 6 kg secondo la vecchia etichetta energetica, calcolati su 160 cicli. Ecco le classi più comuni tra gli apparecchi a resistenza:
| Classe (vecchia etichetta) | Consumo annuo, modello ventilato da 6 kg |
| A | da 221 a 342 kWh |
| B | da 342 a 400 kWh |
| C | da 401 a 447 kWh |
Oltre ai consumi, la ventilata ha alcuni limiti pratici:
- serve un'uscita verso l'esterno per il tubo di scarico, che ne vincola la posizione in casa;
- d'inverno espelle aria già riscaldata dall'impianto di casa, che va sostituita con aria fredda dall'esterno;
- i nuovi modelli senza pompa di calore stanno uscendo dal mercato europeo per effetto delle regole sull'efficienza.
Il suo punto di forza resta la semplicità costruttiva e la rapidità dei cicli. Ma se ne hai una vecchia e la usi spesso, il confronto con una pompa di calore merita un calcolo: dividi il consumo annuo in etichetta per 160 per ottenere i kWh a ciclo e confrontalo con quello di un modello nuovo.
Quanto consuma un'asciugatrice a pompa di calore
Un'asciugatrice a pompa di calore consuma in genere tra 1 e 2 kWh per ciclo, meno della metà di un modello tradizionale a resistenza. È la tecnologia più efficiente oggi disponibile ed è, di fatto, lo standard per le asciugatrici nuove vendute in Europa.
Il segreto sta nel modo in cui gestisce il calore. Invece di scaldare l'aria con una resistenza e poi disperderla, la pompa di calore lavora in un circuito chiuso: toglie l'umidità all'aria raffreddandola, la raccoglie sotto forma di acqua e riutilizza il calore per riscaldare di nuovo l'aria che torna nel cestello. Lo stesso principio, in sostanza, dei climatizzatori e delle pompe di calore per il riscaldamento.
Per leggere i consumi in etichetta, ricorda che con la nuova scala i valori sono espressi per 100 cicli del programma ECO. Altroconsumo cita l'esempio di un modello che con la vecchia etichetta riportava 235 kWh all'anno e con la nuova indica 128 kWh per 100 cicli, cioè circa 1,3 kWh a ciclo.
Vantaggi e limiti, in sintesi:
| Vantaggi | Limiti |
| Consumi elettrici molto più bassi | Prezzo d'acquisto più alto dei modelli a resistenza |
| Temperature di asciugatura più basse, più delicate sui tessuti | Cicli più lunghi, soprattutto con il programma ECO |
| Nessun tubo verso l'esterno: si installa quasi ovunque | Filtri e scambiatore da pulire con regolarità per mantenere l'efficienza |
Se stai valutando l'acquisto, il confronto da fare non è solo sul prezzo in negozio. Moltiplica la differenza di kWh a ciclo rispetto alla tua vecchia asciugatrice per il numero di cicli che fai in un anno e per il prezzo dell'energia in bolletta: otterrai il risparmio annuo e potrai stimare in quanto tempo la spesa si ripaga.
Quanto consuma un’asciugatrice a condensazione
Un'asciugatrice a condensazione con resistenza elettrica consuma quanto una ventilata, o anche un po' di più: rientra nella fascia delle asciugatrici tradizionali, tra 3 e 5 kWh per ciclo. Il vantaggio rispetto alla ventilata è pratico, non energetico: non ha bisogno di un tubo verso l'esterno.
Il funzionamento è a metà strada tra le due tecnologie già viste. Come la ventilata, scalda l'aria con una resistenza; ma invece di espellere il vapore, lo raffredda e lo trasforma in acqua, che finisce in una vaschetta da svuotare periodicamente o direttamente nello scarico.
Un chiarimento utile: anche le asciugatrici a pompa di calore raccolgono l'umidità per condensazione. Quando si parla di asciugatrice a condensazione, però, si intende di solito il modello tradizionale con resistenza, che è quello con i consumi più alti.
I dati dell'ENEA sulla vecchia etichetta, riferiti a un modello da 6 kg e a 160 cicli l'anno, mostrano che a parità di classe la condensazione consuma qualche decina di kWh in più della ventilata:
| Classe (vecchia etichetta) | Ventilata 6 kg | A condensazione 6 kg |
| A | da 221 a 342 kWh/anno | da 247 a 381 kWh/anno |
| B | da 342 a 400 kWh/anno | da 382 a 445 kWh/anno |
| C | da 401 a 447 kWh/anno | da 446 a 498 kWh/anno |
La condensazione ha poi una seconda caratteristica da controllare in etichetta: l'efficienza di condensazione, cioè la quota di umidità che la macchina riesce a raccogliere invece di rilasciarla nella stanza. È indicata sia sulla vecchia sia sulla nuova etichetta ed è importante se l'asciugatrice si trova in un ambiente piccolo o poco ventilato.
Come per le ventilate, i nuovi modelli a condensazione senza pompa di calore stanno uscendo dal mercato. Se ne hai una in casa e la usi spesso, è probabilmente l'elettrodomestico su cui la sostituzione rende di più in termini di risparmio.
Come abbassare i consumi di un'asciugatrice
Per abbassare i consumi di un elettrodomestico come un'asciugatrice le leve sono quattro: togliere più acqua ai panni prima di asciugarli, tenere la macchina pulita, usarla solo quando serve e, se il modello è vecchio, valutarne la sostituzione. Le abitudini d'uso viste all'inizio fanno il resto.
La prima leva si gioca in lavatrice. Più acqua resta nei capi, più energia serve per farla evaporare: una centrifuga alla velocità più alta consentita dai tessuti riduce l'umidità residua e accorcia il ciclo di asciugatura. Per i capi delicati, che non sopportano centrifughe energiche, conviene valutare l'asciugatura all'aria.
La seconda è la manutenzione regolare, che mantiene l'asciugatrice efficiente nel tempo:
- pulisci il filtro della lanugine dopo ogni ciclo, perché un filtro intasato ostacola il passaggio dell'aria e allunga i tempi;
- svuota la vaschetta della condensa quando è piena, se l'apparecchio non è collegato allo scarico;
- controlla periodicamente i filtri dello scambiatore o del condensatore, seguendo le istruzioni del produttore;
- nelle ventilate, verifica che il tubo di scarico non sia schiacciato né ostruito.
La terza leva è la più semplice: usarla con criterio. Quando il clima lo permette, stendere all'aperto o in un locale non riscaldato resta la soluzione a costo zero, come ricorda anche l'ENEA a proposito della scarsa diffusione delle asciugatrici in Italia. L'asciugatrice dà il meglio nei mesi freddi e umidi, quando stendere in casa allunga i tempi e aumenta l'umidità degli ambienti.
L'ultima riguarda la macchina stessa. Se hai un vecchio modello a resistenza e lo usi spesso, la sostituzione con una pompa di calore è l'intervento che riduce di più i consumi. Per decidere, fai questo calcolo:
- trova il consumo per ciclo della tua asciugatrice, dividendo per 160 il valore annuo della vecchia etichetta;
- fai lo stesso con il modello nuovo, dividendo per 100 il valore della nuova etichetta;
- moltiplica la differenza per i cicli che fai in un anno e per il prezzo dell'energia in bolletta.
Il risultato è il risparmio annuo stimato: confrontandolo con il prezzo della nuova asciugatrice, capisci in quanti anni l'investimento si ripaga. Tieni conto che il calcolo è indicativo, perché i valori in etichetta si basano su programmi standard e le due scale non sono perfettamente confrontabili.