Smart mobility: definizione, vantaggi per le città, esempi

Significato dell'espressione Smart Mobility

Smart mobility, in italiano mobilità intelligente, indica un modo di spostarsi che usa la tecnologia digitale per rendere i trasporti più efficienti, condivisi e sostenibili. Non si tratta di un singolo mezzo, ma di un sistema: trasporto pubblico, veicoli in condivisione, mobilità elettrica e app che mettono tutto in rete, così da raggiungere la destinazione nel modo più comodo e con il minore impatto.

 

Il cambio di prospettiva è netto. Al centro non c'è più il veicolo di proprietà, ma lo spostamento: per ogni tragitto scegli il mezzo più adatto, che sia un treno, una bici, un'auto condivisa o una combinazione di più soluzioni.

 

Smart mobility, in italiano mobilità intelligente, indica un modo di spostarsi che usa la tecnologia digitale per rendere i trasporti più efficienti, condivisi e sostenibili. Non si tratta di un singolo mezzo, ma di un sistema: trasporto pubblico, veicoli in condivisione, mobilità elettrica e app che mettono tutto in rete, così da raggiungere la destinazione nel modo più comodo e con il minore impatto.

 

Il cambio di prospettiva è netto. Al centro non c'è più il veicolo di proprietà, ma lo spostamento: per ogni tragitto scegli il mezzo più adatto, che sia un treno, una bici, un'auto condivisa o una combinazione di più soluzioni.

 

 I tre pilastri: tecnologia, condivisione e sostenibilità

 

La smart mobility si regge su tre pilastri, che funzionano solo se lavorano insieme:

 

  • Tecnologia: app, geolocalizzazione, pagamenti digitali e dati in tempo reale permettono di trovare un mezzo, prenotarlo, pagarlo e sapere quanto tempo serve per arrivare. Senza questo strato digitale, i servizi resterebbero frammentati.
  • Condivisione: auto, bici, scooter e monopattini non appartengono a chi li usa, ma sono messi a disposizione di molte persone. Ogni veicolo condiviso lavora di più e occupa meno spazio rispetto a un mezzo privato che resta parcheggiato gran parte del giorno.
  • Sostenibilità: i servizi privilegiano mezzi elettrici o a propulsione muscolare e si integrano con il trasporto pubblico, riducendo emissioni, rumore e traffico.

 

PilastroChe cosa portaUn esempio
TecnologiaInformazioni, prenotazione e pagamento in un'unica interfacciaL'app che indica in tempo reale la bici libera più vicina
CondivisioneMeno veicoli privati, più utilizzo per ogni mezzoUn'auto in car sharing usata da più persone nella stessa giornata
SostenibilitàMeno emissioni e meno congestioneIl treno per la tratta lunga e un monopattino elettrico per l'ultimo chilometro
 

Smart mobility e sharing economy

 

La smart mobility è una delle applicazioni più visibili della sharing economy, l'economia della condivisione in cui conta l'accesso a un bene più del suo possesso. Nei trasporti questo principio prende il nome di sharing mobility: invece di comprare un'auto o uno scooter, paghi solo per il tempo o i chilometri in cui lo usi.

 

In Italia il fenomeno è monitorato dall'Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, istituito nel 2015 dal Ministero dell'Ambiente con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ed esteso dal 2018 al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il suo obiettivo dichiarato è incoraggiare i cittadini a lasciare il veicolo privato per i mezzi pubblici e condivisi. 

 

A cosa serve la smart mobility?

La smart mobility serve a spostarsi meglio, cioè più in fretta e in modo più semplice, usando meno risorse: meno auto private in circolazione, meno spazio occupato, meno emissioni. È una risposta concreta ai problemi delle città di oggi, dove strade e parcheggi non bastano più per tutti i veicoli che ogni giorno le attraversano.

 

I suoi obiettivi riguardano tre soggetti diversi, che ne traggono benefici complementari.

 

  • Per te, come cittadino, la smart mobility serve ad avere più alternative all'auto di proprietà. Puoi scegliere di volta in volta il mezzo più adatto, pagare solo quando lo usi e risparmiare sulle spese fisse di un veicolo privato, come assicurazione, manutenzione e parcheggio.
  • Per le città, invece, serve a gestire meglio lo spazio pubblico e i flussi di traffico. I dati raccolti dai servizi digitali aiutano le amministrazioni a capire come si muovono le persone, dove mancano collegamenti e dove conviene potenziare il trasporto pubblico o le piste ciclabili.
  • Per l'ambiente, serve a ridurre l'inquinamento atmosferico e acustico, grazie a mezzi elettrici, condivisi o a propulsione muscolare e a un minor numero di auto in circolazione.

 

C'è infine un aspetto sociale. Una rete di mobilità integrata può raggiungere anche le persone che non hanno un'auto o non possono guidarla, a patto che i servizi siano diffusi anche fuori dai centri delle grandi città. È uno dei temi su cui insiste l'Osservatorio Nazionale Sharing Mobility, che chiede una maggiore integrazione tra sharing e trasporto pubblico locale.

 

Quali sono i servizi di smart mobility

I principali servizi di smart mobility sono quattro: veicoli in condivisione (auto, bici, scooter e monopattini), passaggi condivisi tra privati, servizi di trasporto su richiesta e app che integrano tutte queste soluzioni con il trasporto pubblico. Ognuno risponde a un'esigenza diversa, e il loro valore cresce quando funzionano insieme.

 

Car sharing e bike sharing

 

Il car sharing ti permette di usare un'auto solo per il tempo che ti serve, pagando in base ai minuti o ai chilometri. Il bike sharing applica lo stesso principio alle biciclette, sempre più spesso a pedalata assistita. Entrambi esistono in due formule:

 

  • Free floating: trovi il mezzo con l'app, lo sblocchi e lo lasci in qualsiasi punto consentito dell'area servita.
  • Station based: prendi e restituisci il mezzo in apposite stazioni o parcheggi dedicati.

 

Il car sharing è utile per gli spostamenti in cui l'auto resta la scelta migliore, come una spesa voluminosa o una destinazione mal servita dai mezzi pubblici. Il bike sharing è ideale per i tragitti brevi in città, anche in combinazione con metro e autobus.

 

Monopattini elettrici in sharing

 

I monopattini elettrici in sharing sono pensati soprattutto per il primo e ultimo chilometro, cioè per il tratto che separa casa o ufficio dalla fermata più vicina. Si noleggiano con l'app e si pagano a tempo, come le bici.

 

Chi li usa deve rispettare le regole del Codice della strada. Con la riforma introdotta dalla Legge 25 novembre 2024, n. 177, il casco è diventato obbligatorio per tutti i conducenti, a prescindere dall'età, e nel 2026 sono entrati in vigore anche gli obblighi di contrassegno identificativo e assicurazione di responsabilità civile. Prima di partire, quindi, verifica di avere il casco con te.

 

Ride sharing e servizi di passaggio

 

Il ride sharing, o carpooling, consiste nel condividere un'auto privata con altre persone che fanno lo stesso percorso, dividendo le spese di viaggio. Le piattaforme digitali mettono in contatto chi offre un passaggio e chi lo cerca, sia per i tragitti quotidiani casa-lavoro sia per i viaggi più lunghi.

 

Accanto al carpooling si stanno diffondendo i servizi di trasporto a chiamata, in cui navette o minibus non seguono un percorso fisso ma si adattano alle prenotazioni degli utenti. Sono particolarmente utili nelle aree a bassa densità e nelle fasce orarie in cui un autobus di linea viaggerebbe quasi vuoto.

 

App di pianificazione integrata e MaaS (Mobility as a Service)

 

Il MaaS, Mobility as a Service, è il livello che tiene insieme tutti gli altri: un'unica app che ti permette di pianificare, prenotare e pagare viaggi che combinano trasporto pubblico, sharing e altri servizi. Invece di passare da un'app all'altra, imposti partenza e destinazione e ricevi le opzioni migliori, con un solo pagamento.

 

In Italia questo modello è al centro del progetto Mobility as a Service for Italy, finanziato dal PNRR e gestito dal Dipartimento per la trasformazione digitale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La sperimentazione è partita da Milano, Napoli e Roma e si è poi estesa a Bari, Firenze e Torino.

 

ServizioIdeale perCome si paga
Car sharingSpostamenti occasionali in autoA tempo o a chilometro
Bike sharingTragitti brevi in cittàA tempo o con abbonamento
Monopattini in sharingPrimo e ultimo chilometroA tempo
Ride sharingPercorsi condivisi casa-lavoro o viaggi lunghiDivisione delle spese
Trasporto a chiamataAree poco servite e orari di bassa domandaBiglietto o tariffa del servizio
App MaaSViaggi che combinano più mezziPagamento unico in app
 

 

I vantaggi della smart mobility

I vantaggi della smart mobility sono moltissimi e interessano ambiti molto diversi tra loro:

 

  • decongestiona il traffico cittadino poiché indirizza gli utenti a servirsi di mezzi condivisi a bassissimo impatto ambientale.
  • è basata in gran parte sulla mobilità elettrica, cioè sullo sfruttamento di mezzi dotati di batterie elettriche ricaricabili e che non emettono gas inquinanti. Questo implica un consistente abbassamento delle emissioni inquinanti nelle aree urbane in cui la smart mobility risulta efficiente e utilizzata da grandi numeri di persone.
  • è davvero smart: in tempi recenti stanno nascendo sempre più applicazioni che consentono di utilizzare in maniera integrata vari tipi di mezzi legati all'ecosistema della mobilità intelligente. Con questi software è possibile pianificare un viaggio comprendendo tutti i possibili mezzi di trasporto in maniera da offrire a ogni utente la possibilità di organizzare gli spostamenti nella maniera più adatta a soddisfare le sue esigenze.

 

Per facilitare il noleggio di mezzi differenti si sta progettando l'utilizzo di un sistema di pagamento unico e sicuro che consenta di pagare per tutti i vari servizi, senza la necessità di utilizzare più piattaforme.

 

Esempi di smart mobility

Gli esempi più concreti di smart mobility riguardano tre mezzi che usi già: auto, treno e bici. Diventano smart quando sono condivisi, collegati tra loro e gestiti da un'app che ti aiuta a combinarli. Per capire come funziona nella pratica, ecco due scenari: uno in città e uno fuori città.t

 

Scenario urbano: un giorno di lavoro senza auto di proprietà

 

Giulia vive in un quartiere semicentrale di una grande città e lavora dall'altra parte del centro. Ecco come si muove in una giornata tipo:

 

  • Mattina: apre l'app di mobilità, inserisce la destinazione e sceglie il percorso suggerito. Prende una bici in sharing sotto casa e la lascia vicino alla stazione della metropolitana.
  • Tragitto principale: con la metro attraversa il centro senza traffico e senza cercare parcheggio.
  • Ultimo tratto: dalla fermata all'ufficio usa un monopattino elettrico in sharing, con il casco che porta sempre con sé.
  • Sera: deve fare una spesa voluminosa e prenota un'auto in car sharing, che lascia poi nell'area consentita vicino a casa.

 

In una sola giornata ha usato quattro mezzi diversi, ognuno nel tratto in cui era più efficiente. Le spese di un'auto privata le paga solo quando le serve davvero.

 

Scenario extraurbano: dal paese alla città

 

Marco vive in un piccolo comune a una trentina di chilometri dal capoluogo, dove lavora. Il treno regionale è il cuore del suo spostamento, ma da solo non basta:

 

  1. Verso la stazione: condivide l'auto con due colleghi che abitano nella stessa zona, grazie a una piattaforma di carpooling. Nei giorni in cui non è possibile, prenota il servizio di trasporto a chiamata attivo nel suo comune.
  2. In treno: viaggia sul regionale, usando il tempo per leggere o lavorare.
  3. All'arrivo: in città prende una bici in sharing davanti alla stazione e raggiunge l'ufficio in pochi minuti.
  4. Nel weekend: per una gita fuori porta con la famiglia noleggia un'auto in car sharing invece di tenerne una seconda in garage.

 

Anche fuori dalle grandi città, quindi, la smart mobility funziona quando i servizi sono collegati tra loro: è proprio sull'integrazione con il trasporto pubblico locale che si gioca la sua diffusione nei territori meno densi.