Cos'è il COP: Coefficiente di Prestazione
Il COP, acronimo di Coefficient of Performance, o Coefficiente di Prestazione in italiano, è il numero che indica quanta energia termica una pompa di calore riesce a fornire per ogni unità di energia elettrica che consuma. In altre parole, misura l'efficienza dell'apparecchio in modalità riscaldamento: più il valore è alto, più calore si ottiene a parità di consumo.
Un COP pari a 4, per esempio, significa che la macchina assorbe 1 kWh di elettricità e restituisce 4 kWh di calore all'ambiente. È un risultato che a prima vista sembra impossibile, ma non viola alcuna legge della fisica.
Il motivo sta nel funzionamento della pompa di calore. L'apparecchio non produce calore bruciando un combustibile o scaldando una resistenza: lo trasferisce da una fonte esterna, come l'aria, il terreno o l'acqua, verso l'interno della casa. L'elettricità serve solo ad alimentare il compressore e i ventilatori che rendono possibile questo spostamento.
Per capire il significato del COP conviene confrontarlo con altri sistemi di riscaldamento:
- una stufetta elettrica a resistenza trasforma 1 kWh di elettricità in circa 1 kWh di calore, quindi ha un COP pari a 1;
- una caldaia a condensazione a metano ha un rendimento vicino al 100% riferito al potere calorifico del gas, ma non può superarlo;
- una pompa di calore moderna lavora tipicamente con COP compresi tra 3 e 5, a seconda della tecnologia e delle condizioni.
Accanto al COP esistono altre sigle che è utile conoscere, perché compaiono spesso nelle schede tecniche e nelle etichette energetiche.
| Sigla | Significato | Cosa misura |
| COP | Coefficient of Performance | Efficienza in riscaldamento in condizioni di prova fisse |
| EER | Energy Efficiency Ratio | Efficienza in raffrescamento in condizioni di prova fisse |
| SCOP | Seasonal COP | Efficienza media in riscaldamento lungo un'intera stagione |
| SEER | Seasonal EER | Efficienza media in raffrescamento lungo un'intera stagione |
La distinzione più importante è quella tra valori istantanei e valori stagionali. Il COP fotografa il comportamento della macchina in un preciso momento, con temperature definite. Lo SCOP, invece, tiene conto di come varia il clima durante l'inverno ed è quindi un indicatore più realistico dei consumi che si avranno in bolletta.
Calcolo del COP: come viene fatto
Il COP si calcola dividendo la potenza termica resa dalla pompa di calore per la potenza elettrica assorbita nello stesso momento. Entrambi i valori vanno espressi nella stessa unità di misura, di solito kW.
Un esempio pratico rende tutto più chiaro. Se una pompa di calore fornisce 8 kW di calore all'impianto e nel frattempo assorbe 2 kW dalla rete elettrica, il suo COP è 8 diviso 2, cioè 4.
Il dato riportato in scheda tecnica, però, non nasce da una misura qualsiasi. I produttori lo ricavano in laboratorio seguendo la norma europea EN 14511, che fissa condizioni di prova standard per rendere confrontabili i diversi modelli. Per questo il COP è sempre accompagnato da una sigla che indica le temperature di riferimento:
- A7/W35: aria esterna a 7 °C e acqua in uscita verso l'impianto a 35 °C, la condizione più citata per le pompe di calore aria-acqua;
- A2/W35: aria esterna a 2 °C, utile per capire il comportamento nelle giornate più fredde;
- B0/W35: fluido proveniente dalle sonde nel terreno a 0 °C, tipica delle pompe di calore geotermiche;
- W10/W35: acqua di falda a 10 °C, usata per le macchine acqua-acqua.
La lettera indica la fonte di calore (A per aria, B per brine, cioè il fluido delle sonde geotermiche, W per acqua), il numero la sua temperatura. Il secondo valore si riferisce sempre all'acqua inviata ai terminali di casa.
Quando si confrontano due modelli, quindi, è fondamentale verificare che i COP siano dichiarati nelle stesse condizioni. Un Coefficiente di Prestazione di 4,5 misurato a A7/W35 non è paragonabile a un COP di 3,5 misurato a A2/W55: il secondo potrebbe appartenere a una macchina più efficiente.
Per stimare i consumi annui conviene invece partire dallo SCOP, calcolato secondo la norma EN 14825 su tre zone climatiche europee di riferimento (media, calda e fredda). Il ragionamento è semplice: si divide il fabbisogno termico annuo della casa per lo SCOP.
| Fabbisogno termico annuo | SCOP | Energia elettrica consumata |
| 10.000 kWh | 3,0 | circa 3.333 kWh |
| 10.000 kWh | 4,0 | 2.500 kWh |
| 10.000 kWh | 5,0 | 2.000 kWh |
A parità di fabbisogno, passare da uno SCOP di 3 a uno di 5 riduce di circa il 40% l'elettricità necessaria per riscaldare. È questo il motivo per cui, in fase di acquisto, l'efficienza stagionale pesa più del prezzo di listino.
COP per climatizzatori e pompe di calore: che rendimento hanno?
Una pompa di calore moderna ha in genere un COP compreso tra 3 e 5, mentre i climatizzatori inverter di buona qualità raggiungono in riscaldamento valori stagionali tra 4 e 5. Il rendimento reale cambia molto in base alla fonte da cui la macchina preleva il calore.
Le fonti più stabili, come il terreno e l'acqua di falda, garantiscono efficienze più alte perché la loro temperatura varia poco durante l'anno. L'aria esterna, invece, si raffredda proprio quando serve più calore, e questo abbassa le prestazioni nei mesi più rigidi.
| Tipologia | Condizione di prova | COP indicativo |
| Aria-aria (climatizzatore in pompa di calore) | Aria esterna 7 °C | 3,5 – 5 |
| Aria-acqua | A7/W35 | 3,5 – 5 |
| Aria-acqua | A7/W55 | 2,5 – 3,5 |
| Geotermica (terra-acqua) | B0/W35 | 4 – 5 |
| Acqua-acqua (falda) | W10/W35 | 5 – 6 |
I valori sono orientativi e possono variare da modello a modello: per un dato preciso fa sempre fede la scheda tecnica del produttore.
Il COP dei climatizzatori merita un approfondimento, perché è una delle ricerche più frequenti. Un condizionatore con funzione pompa di calore è a tutti gli effetti una pompa di calore aria-aria: d'estate sottrae calore alla casa, d'inverno lo preleva dall'aria esterna e lo cede agli ambienti. Per questo in etichetta trovi due indicatori distinti:
- lo SEER, che misura l'efficienza stagionale in raffrescamento;
- lo SCOP, che misura l'efficienza stagionale in riscaldamento.
Per i climatizzatori fino a 12 kW, l'etichetta energetica europea prevista dal Regolamento UE 626/2011 associa a ogni classe una soglia minima. Lo SCOP è riferito alla zona climatica media.
| Classe energetica | SCOP (riscaldamento) | SEER (raffrescamento) |
| A+++ | ≥ 5,10 | ≥ 8,50 |
| A++ | da 4,60 a 5,10 | da 6,10 a 8,50 |
| A+ | da 4,00 a 4,60 | da 5,60 a 6,10 |
| A | da 3,40 a 4,00 | da 5,10 a 5,60 |
Un climatizzatore in classe A+++ in riscaldamento restituisce quindi, nell'arco della stagione, oltre 5 kWh di calore per ogni kWh elettrico consumato. È un rendimento che rende questi apparecchi una soluzione interessante anche come riscaldamento principale nelle zone dagli inverni miti.
Resta un limite fisico da tenere presente: il rendimento teorico massimo, detto COP di Carnot, dipende solo dalla differenza tra la temperatura della fonte e quella di mandata. Più questa differenza è ampia, più il COP massimo raggiungibile si abbassa, e le macchine reali ne raggiungono di solito una frazione compresa tra il 40% e il 60%.
Da cosa dipende il COP e come migliorarlo
Il Coefficiente di Prestazione dipende soprattutto dalla differenza di temperatura tra la fonte da cui la pompa preleva il calore e l'acqua (o l'aria) che invia agli ambienti. Meno lavoro deve fare il compressore per colmare questo salto termico, più il coefficiente sale.
I fattori che incidono di più sono questi:
- Temperatura esterna: nelle pompe aria-acqua e aria-aria il COP cala quando l'aria si raffredda, perché c'è meno calore da recuperare.
- Temperatura di mandata: più è bassa l'acqua richiesta dall'impianto, più la macchina lavora in modo efficiente.
- Tipo di terminali: pannelli radianti e ventilconvettori lavorano a basse temperature, i radiatori tradizionali spesso richiedono acqua più calda.
- Cicli di sbrinamento: con aria fredda e umida l'unità esterna può ghiacciare e deve sbrinarsi, consumando energia senza scaldare la casa.
- Dimensionamento: una macchina troppo piccola lavora al limite, una troppo grande si accende e spegne di continuo; in entrambi i casi l'efficienza ne risente.
- Isolamento dell'edificio: una casa che disperde poco calore può essere scaldata con acqua a temperatura più bassa.
La temperatura di mandata è la leva più importante. Come regola indicativa, ogni grado in meno nell'acqua inviata all'impianto può migliorare il COP di qualche punto percentuale, spesso stimato intorno al 2-3%.
| Terminale di emissione | Temperatura di mandata tipica | Effetto sul COP |
| Pavimento radiante | 30 – 35 °C | Molto favorevole |
| Ventilconvettori | 35 – 45 °C | Favorevole |
| Radiatori a bassa temperatura | 45 – 55 °C | Intermedio |
| Radiatori tradizionali | 55 – 70 °C | Sfavorevole |
Abbinare una pompa di calore a radiatori tradizionali, quindi, è possibile ma comporta un rendimento inferiore. In questi casi può valere la pena sostituire alcuni caloriferi con modelli più ampi o migliorare l'isolamento, così da abbassare la temperatura di lavoro.
Per migliorare il COP dell'impianto esistente, invece, ci sono alcuni accorgimenti alla portata di tutti:
- Impostare la temperatura di mandata più bassa possibile, sfruttando la curva climatica che la adatta in automatico al meteo.
- Mantenere una temperatura interna costante, evitando lunghi spegnimenti seguiti da riaccensioni alla massima potenza.
- Installare l'unità esterna in una posizione arieggiata, lontana da ostacoli e protetta da neve e accumuli di foglie.
- Pulire periodicamente filtri e batterie di scambio, e programmare la manutenzione con un tecnico qualificato.
- Preferire modelli con compressore inverter, che modulano la potenza invece di funzionare a scatti.
- Valutare interventi sull'involucro, come infissi più performanti o cappotto termico, che riducono il fabbisogno di calore.
Il COP indicato in scheda tecnica è un ottimo punto di partenza per scegliere, ma il rendimento reale si costruisce con una buona progettazione e un uso consapevole. Una pompa di calore ben dimensionata, abbinata a terminali a bassa temperatura e a un edificio efficiente, può avvicinarsi molto ai valori dichiarati e ridurre in modo concreto i consumi in bolletta.