Cos'è la dichiarazione di conformità della caldaia e quando è obbligatoria

Cos'è la dichiarazione di conformità, a cosa serve e chi la rilascia

La dichiarazione di conformità (spesso abbreviata in DiCo) è il documento ufficiale con cui viene attestato sotto responsabilità civile e penale che l'impianto (in questo caso la caldaia e tutto il sistema di riscaldamento ad essa collegato) è stato realizzato a regola d'arte, rispettando gli standard di sicurezza e le norme tecniche vigenti sul territorio nazionale.

 

La DiCo è stata introdotta dall'articolo 7 del Decreto Ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 (noto comunemente come D.M. 37/08), che ha riorganizzato e sostituito la vecchia Legge 46/90 in materia di sicurezza degli impianti negli edifici.

 

Questo documento non è un semplice "pezzo di carta" burocratico, ma ha una triplice utilità fondamentale:

 

  • garantisce la tua sicurezza: certifica che le tubazioni del gas, i sistemi di scarico dei fumi e i collegamenti elettrici non presentano anomalie e rispettano le norme tecniche vigenti.
  • è indispensabile per tanti adempimenti burocratici: ti verrà richiesto dal fornitore per l'attivazione della fornitura del gas (in conformità con la delibera ARERA 40/14), dal Comune per ottenere l'agibilità dell'immobile, e dal notaio in fase di compravendita della casa.
  • tutela legale: in caso di guasti gravi, incendi o incidenti dovuti all'impianto, dimostra che non hai responsabilità personali e permette alle assicurazioni di risarcire i danni.

 

Se ti stai domandando chi rilascia la dichiarazione di conformità della caldaia, sappi che può farlo esclusivamente un'impresa installatrice o un tecnico termoidraulico abilitato, regolarmente iscritto alla Camera di Commercio e in possesso dei requisiti tecnico-professionali previsti.

 

Nessun privato cittadino può firmarla o compilarla autonomamente. Molti utenti chiamano questo documento anche certificato di conformità, ed è importante sapere che nel linguaggio comune i due termini vengono usati come sinonimi, anche se il nome tecnico ufficiale previsto dalla legge italiana è proprio "Dichiarazione di Conformità", che oggi deve essere redatta seguendo i modelli ministeriali aggiornati dal D.M. 19 maggio 2010.

 

Quando è obbligatoria per la caldaia

La dichiarazione di conformità per la caldaia è sempre obbligatoria per Legge in tutti i casi di installazione di un nuovo generatore, sostituzione della vecchia caldaia o modifica sostanziale dell'impianto di riscaldamento preesistente.

 

La normativa italiana non ammette deroghe. Ecco l'elenco dettagliato delle situazioni in cui la ditta installatrice deve obbligatoriamente rilasciarti questo certificato al termine dei lavori:

 

  • Nuova installazione: quando realizzi da zero l'impianto termico in una casa di nuova costruzione.
  • Sostituzione della caldaia (anche detta "mera sostituzione"): anche se sostituisci semplicemente la vecchia caldaia con un modello moderno a condensazione senza toccare i tubi esistenti, si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria che richiede una nuova certificazione per la parte di impianto modificata.
  • Ristrutturazione o modifica dell'impianto: se sposti la caldaia da una stanza all'altra (ad esempio dall'interno all'esterno sul balcone) o se modifichi le tubazioni del gas o i sistemi di evacuazione dei fumi (canna fumaria).

Cosa succede se non la possiedi?

 

Se il tuo impianto è sprovvisto di questa certificazione, vai incontro a pesanti conseguenze pratiche e legali:

 

  1. Sospensione della fornitura di gas: il distributore locale può rifiutarsi di attivare la fornitura o bloccarla in caso di controlli, in quanto l'impianto non è considerato sicuro, soprattutto in fase di attivazione o riattivazione della fornitura;
  2. Sanzioni amministrative: l'assenza del documento espone a multe che, secondo l'articolo 15 del D.M. 37/08, possono variare da un minimo di 100€ a un massimo di 1.000€ sia per l'installatore che per il proprietario.
  3. Mancata agibilità: non potrai ottenere l'agibilità della tua abitazione, ai sensi del Testo Unico dell'Edilizia (D.P.R. 380/2001).
  4. Blocco della vendita dell'immobile: in fase di rogito notarile, l'assenza della conformità degli impianti può bloccare la compravendita o costringerti a deprezzare l'immobile per coprire le spese di sanatoria dell'acquirente.

 

Differenze tra dichiarazione di conformità e dichiarazione di rispondenza

La differenza principale risiede nel momento in cui i due documenti vengono redatti e nello scopo per cui nascono: la prima viene rilasciata "in tempo reale" da chi esegue i lavori, mentre la seconda è una "certificazione a posteriori" che serve a sanare la mancanza del documento originale per gli impianti più vecchi.

 

La dichiarazione di rispondenza (spesso definita DiRi) è stata introdotta dall'articolo 7, comma 6, del D.M. 37/08 proprio per risolvere il problema di tutti quegli immobili che avevano impianti funzionanti e sicuri, ma che avevano perso o non avevano mai ricevuto la DiCo originale.

 

Tuttavia, c'è un limite temporale rigidissimo: puoi ricorrere alla DiRi solo ed esclusivamente per gli impianti realizzati prima dell'entrata in vigore del D.M. 37/08 (ovvero prima del 27 marzo 2008), e che siano comunque successivi all'entrata in vigore della vecchia Legge 46/90 (13 marzo 1990). Per tutti gli impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008, l'unica soluzione ammessa dalla legge è la DiCo originale.

 

 

CaratteristicaDichiarazione di Conformità (DiCo)Dichiarazione di Rispondenza (DiRi)
Riferimento normativoArticolo 7, comma 1 (D.M. 37/08)Articolo 7, comma 6 (D.M. 37/08)
Quando si emette?Al termine dei lavori di installazione o modifica dell'impianto.A posteriori, per sanare la mancanza della DiCo originale.
Chi la rilascia?L'impresa installatrice abilitata che ha eseguito fisicamente i lavori.Un professionista abilitato (ingegnere, geometra, perito) iscritto all'albo da almeno 5 anni, o un responsabile tecnico con 5 anni di esperienza nel settore.
Per quali impianti vale?Per tutti gli impianti, senza limiti di tempo (sia vecchi che nuovi).Solo per impianti realizzati tra il 13 marzo 1990 e il 27 marzo 2008.
Modello di riferimentoSegue il modello ministeriale standard definito per legge.Non ha un modello ministeriale rigido; consiste in una relazione tecnica con prove strumentali basate sulla norma UNI 10738 per la verifica degli impianti gas esistenti.
 

 

Cosa fare se manca la dichiarazione di conformità

Se ti rendi conto che la tua caldaia è priva di questo documento fondamentale (magari perché l'hai persa durante un trasloco, o perché il precedente proprietario non te l'ha consegnata), non devi farti prendere dal panico: ci sono delle procedure specifiche per rimediare a seconda dell'età del tuo impianto.

 

Ecco i passi esatti che devi seguire per rimetterti in regola:

 

  1. Cerca la ditta installatrice originaria: se l'impianto è recente e conosci il nome dell'idraulico che ha montato la caldaia, puoi contattarlo direttamente. Ai sensi del codice civile e del D.M. 37/08, le imprese sono tenute a conservare copia delle certificazioni rilasciate e possono farti un duplicato in pochissimo tempo.
  2. Fai una ricerca negli archivi del Comune: quando una ditta installa un impianto, l'articolo 11 del D.M. 37/08 la obbliga a depositare una copia della dichiarazione presso lo Sportello Unico per l'Edilizia (SUE) del Comune di competenza entro 30 giorni. Puoi presentare una richiesta di accesso agli atti amministrativi per recuperarne una copia ufficiale.
  3. Se l'impianto è antecedente al 2008, richiedi una DiRi: se l'impianto è stato realizzato prima del 27 marzo 2008 e non riesci in alcun modo a recuperare il documento originale, puoi chiamare un tecnico abilitato (con almeno 5 anni di iscrizione all'albo o nel settore) per fare un sopralluogo, verificare la sicurezza della caldaia tramite prove di tiraggio e analisi fumi, e rilasciarti la dichiarazione di rispondenza.
  4. Se l'impianto è successivo al 2008: in questo scenario la legge non permette di emettere una DiRi. L'unica strada percorribile è far intervenire un termoidraulico abilitato che esamini attentamente l'impianto. Il tecnico dovrà effettuare delle prove di tenuta e sicurezza e, qualora l'impianto risulti a norma, procedere alla redazione di una nuova DiCo, assumendosi la piena responsabilità della sicurezza del sistema (spesso questo comporta piccole modifiche o il rifacimento di alcune parti per garantire la conformità assoluta alle normative attuali).

 

La conformità dell'impianto termico è la vera e propria garanzia di sicurezza per la tua abitazione e per chi ci vive. Conservare con cura la documentazione della caldaia (o attuare le procedure per recuperarla) ti mette al riparo da sanzioni amministrative, ti tutela da gravissime responsabilità civili e penali in caso di incidenti e semplifica qualsiasi operazione burocratica futura, dalla voltura delle utenze alla vendita della casa.